Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Mohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso il Vaticano, ha analizzato in un’intervista rilasciata ad Agenzia Stampa Italia le recenti vicende di instabilità interna in Iran, collocandole nel quadro di una più ampia strategia di pressione politico-militare e mediatica attribuita agli Stati Uniti e al regime sionista. Riportiamo di seguito il testo integrale dell’intervista.
In un momento storico segnato da tensioni internazionali, sanzioni economiche e accuse di violazioni dei diritti umani, la Repubblica Islamica dell’Iran si trova al centro di un intenso dibattito globale.
Presso la Santa Sede, S.E. Mohammad Hossein Mokhtari offre la sua testimonianza diretta, affrontando le domande: dalle proteste interne alle pressioni esterne, dal ruolo dei media occidentali alle prospettive di dialogo con Washington. Questa intervista, rilasciata ad A.S.I. intende dare voce alla posizione ufficiale iraniana, permettendo al lettore di comprendere meglio la complessità di una realtà spesso raccontata solo attraverso narrazioni di parte.
Qual è la situazione attuale in Iran? Ci sono ancora focolai di rivolta? Secondo alcune fonti occidentali sì. Qual è la verità? Sono esatte le informazioni della stampa occidentale, dove si parla addirittura di oltre 30.000 morti?
Nella situazione attuale in Iran, nonostante tutti i complotti e le provocazioni da parte degli Stati Uniti d’America e del regime sionista, la popolazione continua a svolgere la propria vita quotidiana normalmente.
Le proteste in Iran sono iniziate a causa di problemi economici ed erano inizialmente molto pacifiche; il governo ha riconosciuto tali proteste e il diritto dei manifestanti di esprimere il proprio dissenso. Tuttavia, esse si sono improvvisamente trasformate in un’operazione della CIA e del Mossad. Aiuti finanziari e militari, la promessa di fornire Starlink, l’incitamento dei manifestanti e persino la guida ai loro sicari a distanza fornendo indicazioni per sparare contro le forze dell’ordine per intensificare la violenza, fanno parte delle azioni terroristiche degli Stati Uniti e del regime sionista. In sostanza, il ruolo significativo degli Stati Uniti e del regime sionista nei disordini in Iran è noto a tutti.
Nessun funzionario politico, dei diritti umani o internazionale dovrebbe aspettarsi che le forze dell’ordine rimangano indifferenti di fronte ad azioni armate o violente che avvengono simultaneamente o accanto a manifestazioni pacifiche, né che consentano agli autori della violenza di imporre liberamente danni, ferimenti o costi alla società e ai manifestanti pacifici.
La realtà è che molte delle notizie diffuse dalle fonti occidentali non hanno alcun fondamento, poiché le loro fonti sono costituite dai monarchici e dai gruppi ostili al sistema della Repubblica Islamica, spesso espulsi dalla società e rifugiati in Occidente. Ciò che i media occidentali riportano riguardo a più di 30.000 morti in Iran non corrisponde al vero ed è completamente falso, mendace e privo di fondamento. Inoltre, molte delle persone decedute sono membri delle forze di polizia martirizzati nello scontro con mercenari terroristici armati di armi da fuoco e da taglio.
Danni e perdite causati dalle recenti operazioni terroristiche in Iran.
Danni materiali:
305 ambulanze e autobus
24 distributori di carburante
700 negozi locali (alimentari)
300 unità residenziali private
750 banche
414 edifici governativi
749 commissariati di polizia
120 centri di Basij
200 scuole
350 moschee
15 biblioteche
2 chiese armene
253 fermate degli autobus
600 sportelli automatici (ATM)
800 veicoli privati
Totale dei morti: 3.117 persone
Cittadini e membri delle forze di sicurezza: 2.427 persone
Terroristi: 690 persone
Cosa risponde a chi, soprattutto in Occidente, accusa Teheran di calpestare i diritti civili e la libertà?
Poco più di sette mesi fa, durante le trattative dei funzionari della Repubblica Islamica dell’Iran in Oman e a Roma, il nostro Paese è stato apertamente, in modo improvviso e sleale, aggredito e attaccato dai caccia degli Stati Uniti e del regime sionista. Questo attacco, oltre a distruggere parte delle infrastrutture vitali del Paese, ha causato la morte di oltre mille cittadini comuni e di decine di alti funzionari militari e scienziati, tra cui esperti d’élite in intelligenza artificiale e specialisti in questioni nucleari, lasciando in lutto il nostro nobile popolo.
Tale azione, avvenuta in violazione di tutte le leggi internazionali, dimostra la totale mancanza di etica e la malvagità morale degli autori di questo atto disumano, che ha calpestato non solo i diritti civili e le libertà di una nazione, ma ha anche ridicolizzato le norme internazionali.
Dopo il fallimento del primo piano, è stato elaborato un ulteriore progetto di “guerre di strada”, attuato principalmente tramite mercenari terroristici, per la maggior parte stranieri, e i loro agenti interni, supportato da un’ampia offensiva mediatica. Questo ha portato in particolare adolescenti e giovani nelle strade e nelle piazze, rendendoli vittime dei loro malvagi schemi volti ad aumentare il numero di morti.
Pertanto, non essendo riusciti alcuni mesi fa nel loro intento con un attacco militare diretto, hanno preso come pretesto la creazione di disordini e guerre di strada, ma sono stati nuovamente sconfitti, causando ancora una volta lutti tra la popolazione. Attualmente, con l’aumento degli attacchi mediatici e con lo sfruttamento delle questioni relative ai diritti umani, cercano di presentarsi, con una ipocrisia senza precedenti, come paladini dei diritti civili e delle libertà. Hanno preso in mano i microfoni e i media globali e dicono tutto ciò che vogliono.
Siamo coinvolti in un’ampia guerra ibrida — militare, di strada e mediatica — ma poiché siamo sulla via della Verità, della fede e della rettitudine, crediamo che Dio ci assisterà. Viviamo con dignità e onore, e lasceremo questo mondo con lo stesso orgoglio e onore.
Le azioni criminali non resteranno senza risposta e saranno affrontate nel modo giusto, seguendo i percorsi legali appropriati, perché siamo un popolo con una vastissima cultura e una civiltà millenaria, che nel corso della storia ha affrontato molte tempeste. Anche da queste difficoltà usciremo a testa alta; non tremiamo di fronte a queste tempeste, resteremo saldi e ne usciremo vittoriosi.
Le sanzioni occidentali hanno pesato sull’Iran e specialmente sulle classi meno abbienti. Come giudica le richieste dei manifestanti e come intende agire il Governo per venire incontro a questi strati della popolazione?
Come tutti sanno, è chiaro e manifesto che le sanzioni occidentali contro l’Iran sono completamente ingiuste e prive di qualsiasi giustificazione razionale o legale. A causa di queste sanzioni ingiuste, molti malati, comprese donne e bambini, perdono la vita per mancanza di medicinali.
Il Governo, attraverso l’elaborazione di programmi economici strutturati volti a facilitare la vita quotidiana della popolazione, in particolare delle fasce a basso reddito, sta procedendo verso il progresso e lo sviluppo. Nonostante tutti gli ostacoli, in particolare quelli posti dalle arroganti potenze straniere, il Governo mira a creare benessere e sicurezza per il nostro popolo colpito dalla guerra.
Qual è stata la reazione del mondo musulmano all'attacco mediatico e alle interferenze dei Paesi stranieri contro uno Stato sovrano come la Repubblica Islamica dell'Iran?
Una larga parte dei popoli musulmani, in particolare giovani in tutto il mondo, ha dichiarato il proprio sostegno totale al popolo e al sistema islamico iraniano in vari modi. Hanno fortemente condannato le politiche bellicose degli Stati Uniti e del regime sionista nella regione, hanno criticato la violazione delle norme e dei principi internazionali contro un paese indipendente e membro delle Nazioni Unite e, organizzando manifestazioni, incontri e assemblee pubbliche, hanno esortato i governi a opporsi alla prepotenza e alla dittatura del governo statunitense e all’illegittimo e usurpatore regime sionista.
Crede Lei che sia possibile estendere ad altri Paesi islamici l'accordo di mutua difesa sottoscritto pochi mesi fa tra Pakistan e Arabia Saudita, in modo da formare un'alleanza militare musulmana che sia in grado di contenere le mire di governi ostili?
La Repubblica Islamica dell’Iran, per grazia di Dio, è potente, forte e stabile grazie ai figli devoti di questa terra, in particolare i giovani coraggiosi e valorosi, e, facendo affidamento sulle proprie forze interne capaci, difende efficacemente la propria integrità territoriale. In questo percorso, il popolo sostiene il Governo nella lotta contro l’imperialismo globale.
Quali sono i rapporti tra la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, e Papa Leone XIV?
La Guida Suprema, Seyyed Ali Khamenei, nutre un rispetto particolare per i leader religiosi, in particolare per Sua Santità Papa Leone XIV, e desidera promuovere relazioni amichevoli tra l’Iran e il Vaticano. L’invio di diverse delegazioni della Repubblica Islamica dell’Iran in Vaticano e l’organizzazione di incontri e conferenze interreligiose da entrambe le parti indicano la sua approvazione per il rafforzamento e l’approfondimento dei rapporti tra la Repubblica Islamica dell’Iran e la Santa Sede. È ovvio che ci si aspetta che i leader delle religioni rivelate svolgano un ruolo attivo nella promozione della giustizia, della dignità umana e della pace mondiale.
Dal Vostro punto di vista c’è ancora spazio per il dialogo e la diplomazia con Washington quando, di fronte alle proprie coste, stazionano portaerei e navi da guerra statunitensi? Non si corre il rischio di un pericoloso crescendo di tensione a livello sia regionale che globale?
Il governo della Repubblica Islamica dell’Iran ha dichiarato ripetutamente che non ha mai cercato la guerra e non ha mai rifiutato la diplomazia e la negoziazione, e lo ha dimostrato concretamente con le proprie azioni.
Abbiamo avuto diversi round di negoziati con gli Stati Uniti, ma è stata la parte americana, in collaborazione con il regime sionista, a interrompere le trattative, calpestando e svalutando tutti i principi e le norme internazionali.
Pertanto, siamo seri e sinceri sia nella diplomazia sia nella negoziazione, e allo stesso tempo determinati nella difesa della nostra integrità territoriale. Il popolo iraniano, nel corso della storia, non ha mai ceduto all’oppressione o alla prevaricazione, non ha mai accettato guerre imposte e ha difeso con tutte le sue forze il proprio territorio, la propria terra e l’ordinamento islamico, resistendo fermamente a qualsiasi minaccia.
A cura di Mostafa Milani Amin

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